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Vino rosso Magliocco Ferrocinto IGP cl 75

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Il Magliocco Canino è un antico vitigno a bacca rossa di origine calabrese, con puntatine anche nelle Marche ed in Sicilia, che sta al più famoso Gaglioppo come il Carignano sardo al Cannonau, il Negroamaro pugliese al Primitivo, il Frappato siciliano al Nero d’Avola, il Piedirosso campano all’Aglianico e cosi via. Voglio dire che i primi sembrano specie varietali autoctone minori e subalterne rispetto ai fratelli già affermati e che fino a poco tempo fa erano impiegate quasi sempre in assemblaggio.

Ma per fortuna ultimamente le cose sono cambiate, perché una volta scoperta la qualità dei vini prodotti in purezza, questi vitigni hanno iniziato a percorrere un proprio ed autonomo itinerario vitivinicolo. Tornando proprio al Magliocco, per le ragioni esposte prima, solo recentemente alcuni produttori calabresi si sono orientati verso la sua vinificazione in purezza, ottenendo da subito ottimi risultati, con un vino connotato da un marker molto elegante e fine, sostenuto da una buona alcolicità, supportato da spiccati aromi fruttati e segnato da una notevole attitudine all’invecchiamento.

Il Magliocco viene coltivato sulla sponda tirrenica delle province di Cosenza e di Catanzaro, dove ha trovato il suo habitat ideale ed i suoi grappoli hanno una maturazione molto lenta, con la vendemmia che si effettua verso metà ottobre. L’Azienda Agricola Campoverde di Castrovillari con le Tenute Ferrocinto produce un ottimo Magliocco Calabria Igp, che col millesimo 2012 ha vinto il primo premio all’ultima edizione di Radici del Sud nella sua categoria da parte della giuria internazionale ed ha ottenuto anche la corona dei Vini buoni d’Italia 2014.

I terreni, di natura argillosa-calcarea, si trovano a 450 metri di altezza alle falde dell’imponente Massiccio del Pollino, dove già nel 1855 (annata famosa nel mondo vitivinicolo per la classificazione dei Grand Crus bordolesi) furono impiantati i primi vitigni, che poi sono stati rinnovati nel 2003 con forme di allevamento più idonee e moderne. Dopo la fermentazione, il vino è transitato in contenitori di acciaio per sei mesi, senza passare assolutamente per il legno. Dopo l’elevazione in bottiglia per altri pochi mesi, il vino arriva a toccare la gradazione alcolica di 13,5° C.

L’effetto cromatico che si scorge nel bicchiere mette in risalto un colore più porpora che rubino, con effetti violacei ai bordi. Il profilo aromatico esordisce con refoli di frutta secca che aggrediscono le narici, come un boxeur sul ring il suo avversario, per poi continuare ad espandere fragranze vegetali, floreali e fruttate. In sottofondo, poi, si riesce a percepire un coté leggermente speziato e di erbe officinali. Il sorso in bocca esibisce subito un quid vinoso e carezzevole. Qui i tannini hanno letteralmente abdicato, mantenendo formalmente un carattere morbido, quasi cremoso, armonico e gradevole.

Percettibili rimembranze floreali e fruttate collegano il naso e la bocca per la scansione mnemonica. E così si evidenziano petali secchi, rosse ciliegie e lievi sfumature minerali. Un vino interessante e diverso dalla stragrande maggioranza dei rossi meridionali concentrati, corposi e colorati, ma che mantiene prerogative di grande bevibilità e piacevolezza che appagano le papille gustative.

magliocco ferrocinto
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